Comunità Tartano- le chiese
PARROCCHIA S. BARNABA TARTANO:
Parrocchia della diocesi di Como. Nell’elenco del clero allegato agli atti del sinodo comense convocato nel 1565 dal vescovo Gianantonio Volpi la chiesa di San Barnaba di Tartano è attestata nella pieve di Ardenno, subordinata a un rettore (Sinodo Volpi 1565). La chiesa di San Barnaba di Tartano è attestata come viceparrocchia alla fine del XVIII secolo “in vicariatu Tertierii inferioris Vallistellinae, Squadrae Morbinii” (Ecclesiae collegiatae 1794). Nel 1798 la chiesa di Tartano risulta viceparrocchiale di Talamona; in essa esistevano le scuole del Santissimo Sacramento e del Santissimo Rosario (Quesiti Amministrazione Adda e Oglio, 1798). Già viceparrocchia con tutti i diritti parrocchiali (Xeres, Antonioli 1996), fu eretta parrocchia con decreto 17 novembre 1886 del vescovo Pietro Carsana; essa venne ad appartenere al vicariato foraneo di Talamona (decreto 17 novembre 1886) (Registri protocollo diocesi di Como 1886). Il territorio fu smembrato da Talamona (Xeres, Antonioli 1996).
(fonte: https://www.lombardiabeniculturali.it)
Chiesa di san Barnaba
La Chiesa è sicuramente antica e ne è documentata l’esistenza già nel secolo XIV. Il presbiterio, con le forme solenni dell’altare sfolgorante nell’oro degli intagli del paliotto, dei gradini e dell’artistico tempietto del tabernacolo, la slanciata croce lignea dorata sulla sommità, l’esuberanza cromatica della “gloria di San Barnaba” dipinta sulla volta e gli antichi affreschi sulla parete del coro. L’organo e la cantoria con identici accurati parapetti, ornati di statuette e i finimenti dorati. Completa l’arredo l’altare in delicati marmi policromi elegantemente lavorati. La pala della Madonna del Rosario. Di particolare interesse è la tela inserita nella bella ancona marmorea dell’altare della navata sinistra, dedicata alla Madonna. Fanno corona alle immagini centrali del dipinto le scene dei 15 misteri del Rosario, in quadretti miniaturizzati ricchi di colori, presentati secondo una tecnica compositiva molto diffusa nel XVII secolo. A reggere il manto blu foderato di rosso della Beata Vergine, l’apostolo Barnaba a sinistra e Vincenzo Ferreri (?) a destra. Sullo sfondo la scena della decisiva battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 con la vittoria della flotta cristiana su quella turca, documenta una travagliata epoca vissuta con trepidazione anche nelle comunità della Valtellina. l’esistenza già nel secolo XIV.
Chiesa Beata Vergine del Rosario – Contrada Piana
La Chiesa costruita nel 1652 rappresenta un magnifico esempio di barocco alpino. Costruita da due coniugi, fattisi rappresentare in ginocchio nella tela del presbiterio, come due nobili, ma con i vestiti di due popolani. Giovan Antonio Brisa e Giacomina Raschetti ricevono il Rosario dalla Vergine con in braccio il Bambino, tra i santi Francesco, Antonio Abate, Domenico e Giovanni Battista.
Chiesa sant’ Antonio – Contrada sant’Antonio
La Chiesa di Sant’Antonio Abate è la più antica della Val Tartano. Non si conosce la data di fondazione, ma è presente già in alcuni documenti del XIV secolo. Inizialmente la cappella (ora dedicata alla Vergine Immacolata) era dedicata ai santi Mauro e Gottardo. Attualmente la Chiesa, risultato di vari interventi effettuati nel secolo XVII e XVIII, è ad una navata con tre campate con archi e volte a crociera. L’altare maggiore conserva una ancona lignea che corrisponde alle descrizioni settecentesche, con una tela raffigurante la Vergine in trono, incoronata, con il Bambino tra gli angeli e sormontata da una colomba. Alla sua destra Sant’Antonio Abate e alla sinistra san Giovanni Battista. L’altare laterale è oggi dedicato alla Vergine Immacolata di cui si conserva una tela sopra l’altare. Sempre nella cappella laterale è conservata una tela con la scena della Natività dono di Giovan Antonio Brisa e datata 1648. Sempre dello stesso committente e datata 1653 è la tela raffigurante S. Antonio da Padova, posta sopra la porta d’ingresso.